Ventiseiesima Uscita

01.01.2025

Copertina

Primo Piano: Tamara de Lempicka Giovane fanciulla con guanti (1930). Olio su compensato. (Pagina 10)

Libri da leggere: Massimo Cacciari Metafisica Concreta

Il relativismo pluridisciplinare (pagina 2)

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ARCHITETTURE IMPOSSIBILI:

La casa rovesciata (USA)

Si trova negli Stati Uniti ed esattamente ad Orlando l'edificio rovesciato che richiama turisti da tutte le parti del mondo. La sensazione devi visitatori è che la struttura sia caduta dal cielo in seguito a qualche presumibile disastro invece no: è stata concepita proprio con il desiderio di realizzare un'architettura impossibile seguendo l'idea che nulla sia irrealizzabile. E questo non riguarda solo l'esterno ma anche l'interno: sperimentazione ed interazione fanno sì che le sale che ospita promuovano esposizioni interattive se non simulazioni di terremoti sino a interagire con il pubblico con spazi dedicati all'utilizzo di pistole laser. Si chiama Wonder Works ed è stata realizzata da una società che sapeva il fatto suo e che promuove set cinematografici. Colpisce che leggendo il sito promozionale venga descritto come laboratorio top secret del Triangolo delle Bermuda e che un potente uragano lo abbia spostato violentemente sino ad impattarlo a Pigeon Forge ad Orlando ove tuttora risiede. Il genio americano non ha limiti ma in questo caso sfida sicuramente le leggi della fisica. 

Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea (Torino)

Berthe Morisot, pittrice impressionista

La GAM di Torino presenta un viaggio nell'arte dell'artista francese sin dalla metà di ottobre e durerà sino al 9 marzo 2025. Ovviamente siamo soliti parlare di artisti impressionisti rivolgendo la nostra attenzione ai maestri decantati di genere maschile ma questo non deve limitare il nostro orizzonte d'attenzione perché non sono gli unici. Come lei altre artiste del calibro di Mary Cassat, Eva Gonzalès e Marie Bracquemond hanno concepito la pittura come rivoluzione di stile e tecnica pensando ad un tempo in cui l'Ecole des Beuax-Arts parigina negava alle donne il diritto di esporre. I genitori furono per lei determinanti nell'approccio alle arti aprendo la casa ad artisti ed intellettuali del tempo che influirono su di lei. Ma il mentore fu Joseph Guichard ex allievo di Ingres da cui prese il volo.

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ANALISI del Testo: il relativismo pluridisciplinare

Massimo Cacciari

Metafisica Concreta è un saggio filosofico del 2023 del professor Cacciari in cui analizza dettagliatamente il progressivo svilimento di una società occidentale in decadenza entro la quale i paradossi delle età precedenti sui quali venivano impalcate le credenze e le verità di riferimento sono andate via via mutando nella forma mantenendo intatto il proprio contenuto. Discipline che trovavano coerenza nel proprio sistema chiuso e che via via si sono aperte trovando vie comunicative e relativi modi diversificati per affermare le stesse cose dalla propria angolazione sino ad appiattirsi in un continuum finito. Ad esempio un fenomeno indagato sia dalla scienza che dalla metafisica funziona se le due prospettive dovessero in qualche modo coincidere sostenendo per vie e modalità discorsive differenti eppure rinviabili al medesimo principio. Ciò spingerebbe dunque ad affermare che nella scienza esista il seme metafisico quanto in quello metafisico quello scientifico almeno in potenza: in altre parole non si potrebbe affrontare un discorso filosofico escludendo aprioristicamente la concretezza scientifica così come non si potrebbe sostenere un discorso filosofico escludendo preconcetti verificabili concretamente. Questa sorta di relativismo metterebbe in relazione i dati concreti ed osservabili del fenomeno quanto quelli ipotizzabili. 

Il testo filosofico pone al centro del discorso analitico il concetto stesso di metafisica partendo da un confronto dei sistemi filosofici tradizionali sino a quelli del Novecento. In questo senso il confronto tra Fisica e Metafisica, tra Filosofia e Scienza divengono gli estremi antitetici di un corpus unitario e di un ingranaggio complesso in cui ogni singola parte è necessaria al tutto per la comprensione del mondo. Seguitando questa direzione spinge l'occhio al di là dell'apparenza definendo la metafisica concreta come possibilità di ricercare oltre il fenomeno in sé prelevandolo dalla visione totale dell'ente colto nella sua singolarità mantenendo invece una relazione plausibile: il suo scopo primario vede proprio nell'ente l'aspetto finito-infinito di qualcosa che lo lascia fenomeno e nello stesso tempo svelamento di quella verità più grande che costituisce l'essere in quanto tale. E per fare questo parte dallo scritto incompiuto del filosofo russo Pavel Florenskij in cui l'espressione Metafisica Concreta nasconde un dato concreto secondo cui non dovrebbe essere solo il fondamento dell'interpretazione dell'essere ma come espressione in divenire che mette insieme le angolazioni delle interpretazioni che formano questa verità in senso più ampio ponendo un varco tra il centro e la periferia dell'idea stessa.

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Divismo internazionale

Charles Robert Redford Jr. 

L'attore statunitense di origini anglo-scozzesi nasce nel distretto di Santa Monica in California nel 1936. Dato che il padre lavorava come contabile presso l'industria Standard Oli presso San Fernando Valley visse il dolore della perdita della madre morta di cancro e questo lo indusse a fare la vita da bohemienne a Los Angeles perdendosi nell'alcol e nel 1958 decise di studiare recitazione affrontando dapprima il teatro e successivamente ricoprendo i primi ruoli a Broadway sino ad approdare nel mondo della televisione. Fu nel 1962 che debuttò nel cinema con Caccia di guerra di Denis Sanders da cui poi recitò in Situazione disperata ma non seria nel 1965 di Gottfried Reinhardt e giunge a Lo strano mondo di Daisy Clover di Robert Mulligan. Da questo momento la sua carriera esplose vorticosamente sino a La caccia del 1966 di Arthur Penn recitando accanto ad attori di fama mondiale. A piedi nudi nel parco del 1967 di Gene Saks riprendendo il ruolo che aveva già interpretato a Broadway. Ma dagli anni settanta spicca in una serie di pellicole che lo renderanno leggenda: Il grande Gatsby del 1974 tratto dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald, I tre giorni del Condor del 1975, Tutti gli uomini del presidente di Alan J. Pakula affiancando il grande Dustin Hoffman e andrà avanti ottenendo riconoscimenti da parte della critica. Sarà la volta Proposta indecente del 1993 a spingerlo oltre e L'uomo che sussurrava ai cavalli del 1998 a consacrarlo nel divismo statunitense: su di lui biografie e studi in qualità di un attore che nella vita privata ha patito la morte del figlio che morì improvvisamente per una sindrome letale infantile e pur se ha politicamente ha avuto le sue preferenze in un'intervista del 2007 ha dichiarando alla CNN di non essere più interessato alla politica nazionale ma ai fatti che riguardano la politica locale perché direttamente verificabile. Sappiamo che è stato attivista lottando contro la costruzione di una centrale elettrica nello Utah, che desiderava ridurre le emissioni di gas serra mentre sul piano della protezione ambientale ha prodotto una serie di documentari Ocean Warriors per porre fine alla pesca illegale. Resta un attore dallo sguardo penetrante pensando ai ruoli con Paul Newman in Butch Cassidy (1969) di George Roy Hill così come ne La stangata (1973) in cui la coppia dei divi mostrava il suo vero valore recitativo.

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La VETRINA

Giovanni Deagostini: l'artista artigiano

La VETRINA A proposito di Giovanni Deagostini ricordo quando lavorando per un altro giornale per cui facevo gavetta fui mandato nella casa-studio dell'artista piemontese. Ad accogliermi fu il figlio Davide anch'egli artista e conobbi questo signore nato nel 1927 che dipingeva da sempre trasmettendo al figlio la passione per l'arte. Ricordo le domande che ponevo all'anziano artista che con molta umiltà mi descriveva il senso ultimo della sua arte mostrandomi l'infinità di quadri che tappezzavano la sua dimora ed alla fine prima di congedarmi mi mise innanzi ad una serie di lavori di piccolo formato e disse:" Ecco, scelga qualcosa da portar via e si ricordi di me". Scelsi questo piccolo paesaggio che rappresenta uno scorcio costiero ove è possibile distinguere delle imbarcazioni a riva mentre il cielo plumbeo minaccia tempesta. L'artista descrisse l'arte non come qualcosa di astratto ma come di una capacità che viene dallo spirito attraverso l'uso sapiente della tecnica. Ora il dipinto fa parte della Collezione RC: Opera n°13 (Olio su tela) ed è custodito nella Serafica di Torino. A questo aggiungo che successivamente è stato descritto nel gruppo di artisti inseriti nel racconto meta-artistico enunciato nel quarto Libro della Pentalogia della Natura detto AION. Il Tetramorfo

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Il genio pensatore

Il cristianesimo esoterico del maestro sciamanico greco-armeno

Georges Ivanovic Gurdjieff

Il concetto di Quarta Via

La figura controversa di Gurdjieff mi è giunta tardi attraverso un libro intitolato Incontri con uomini straordinari da cui sono approdato al suo sistema di pensiero. In sostanza partiva dal presupposto che l'uomo non nascesse con un'anima ma che avesse il compito di forgiarsela nel corso della propria esistenza ovvero definendo attraverso un lento e graduale lavoro una sorta di coscienza superiore fondata su un livello di consapevolezza esperienziale ove approcci Buddhisti di nirvana e bodhi divengono essenziali. Per giungere a questo dovremmo partire dalla sua lunga esistenza travagliata descrivendo il passaggio in Turchia e poi in Francia ove le esperienze appunto lo indissero a fondare una scuola mistica a metà strada tra sufismo, cristianesimo, ebraismo, induismo ed una varietà di mistiche apparentemente lontane tra loro. Lui si definiva un discendente dell'impero bizantino ed al tempo delle invasioni turche la sua stirpe sarebbe fuggita nel Caucaso. Ebbe una profonda educazione religiosa sin da piccolo sino poi agli studi in medicina ed ingegneria. Rimase colpito quando nel 1887 venne a contatto con un gruppo denominato Cercatori di Verità compiendo una serie di viaggi che gli ampliarono questa sete di conoscenza. Nel corso della sua crescita personale sarà poi nel corso della rivoluzione russa che operò per la creazione del Laboratorio di Consapevolezza collaborando con personaggi di spicco. A partire dal 1921 a Berlino tenne la sua prima conferenza e così poi in Inghilterra e girerà per l'Europa apportando i suoi studi e le sue ricerche esoteriche. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fuggì poi negli Stati Uniti sino alla morte nel 1949.

" L'uomo si identifica con il ruolo che è costretto a vivere: padre, figlio, padrone, operaio, dirigente, impiegato, intellettuale, guru, furbo, tonto, forte, debole, etc. Per ognuno di questi ruoli esistono comportamenti sociali, abbigliamenti, modi di pensare e di esprimersi cui ciascuno si adegua inconsapevolmente.. e quindi non siamo mai individui autentici ma stereotipi prodotti dalla società in cui viviamo. Persino nei comportamenti più intimi recitiamo in realtà dei ruoli precostituiti. L'inquinamento della nostra mente è troppo esteso. Bisogna imparare a dire la verità ma per dire la verità bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos'è la verità e che cos'è la menzogna soprattutto in se stessi".

Di notevole impatto il motore di questa ricerca in cui descriveva il principio della Quarta Via: secondo questo schema la prima era la Via del Fachiro di ascendenza sufi e indù basata sul lavoro sul proprio corpo; la seconda era la Via del Monaco di derivazione cristiana in cui bisognava lavorare sui propri sentimenti; la terza era la Via dello Yogi di derivazione indù, buddhista e sikh basata sul lavoro della mente ed infine l'ultima Via seguitava una sorta di lavoro su di sé per giungere ad una forma di equilibrio la cui risultante doveva essere palpabile proprio nella vita quotidiana.Seguendo questa forma di ascetismo moderno la ricerca dell'essere necessitava di una costante ricerca attraverso la consapevolezza, la meditazione, il rilassamento: un lavoro conscio ed inconscio per migliorare progressivamente trasformando le esperienze, i fallimenti e le frustrazioni e germogliare in una realtà superiore. Quindi il ricercatore della Quarta Via mirava al risveglio di Sé dal sonno del proprio stato tentando la possibilità di superare i propri limiti riconoscendoli ed usandoli come linfa e volontà. A questo poi legava il discorso musicale delle vibrazioni determinando degli shock addizionali in modo da rallentare le vibrazioni e trovare un sentiero di guarigione: ad esempio l'auto-osservazione imparando a scindere il mondo circostante da ciò che il proprio sé è in grado di recepire. Fattori che avrebbero condotto ad un risveglio appunto ad esempio coadiuvato dalla conoscenza delle danze sacre sino a generarne di nuove con l'aiuto del musicista Thomas de Hartmann oppure con formule che venivano seguite in lavori di gruppo.

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Riflessi post-globalisti sul mondo dell'arte e della cultura

Arte Onlife

Forme contemporanee di linguaggio

Quanti di voi non hanno mai ritoccato una fotografia perché non convinti del risultato? Oppure quanti perditempo senza né arte né parte seduti comodamente sul proprio divano si sono inseriti in conversazioni filosofiche pur non avendo mai aperto un libro di filosofia o restando in tema hanno espresso giudizi su lavori pittorici semplicemente per dire la propria. Leoni da tastiera che scopiazzano andando a ricercare dati su Google semplicemente per avvalorare il proprio discorso. Dai tempi della pandemia le forme di organizzazione sociale così la sfera comportamentale è cambiata radicalmente trasformando il modo di concepire la realtà ed i modi di fare: da una parte il lavoro da casa in smart working così come il distanziamento tra le persone compensato poi dalle chat così come dalle piattaforme di incontri dall'altra un senso graduale di dissociazione ed introversione. La risultante è la radicale trasformazione verso modalità comportamentali ravvisabili anche nel mondo del lavoro come ad esempio il Great Resignation ovvero una sorta di accettazione resiliente al Conoscious quitting da parte dei lavoratori nei confronti di una cultura di impresa e che indurrebbe il singolo ad esprimere una visione differente dal luogo in cui presta servizio sino ad abbandonarlo definitivamente attraverso l'aperta contrapposizione ad esso sul piano ideale. Si parla di una sotto forma di atteggiamento determinato dall'isolamento che ha generato un depotenziamento dell'individuo dalla realtà di riferimento ed il suo approssimarsi progressivo ad una sorta di identità traslata al mondo virtuale in cui l'espressione quiet quitting determinerebbe una presa di coscienza da parte del soggetto lavoratore ad autodeterminarsi spostando la propria stabilità da silenziosa accettazione dei valori definiti da quella particolare azienda ad uno stato di maggiore consapevolezza. Fenomeni che toccano prevalentemente la generazione Z sino a coniare nuovi termini come VUCA secondo cui arriva un senso di consapevolezza alla propria vulnerabilità sino a Gaslighting che definirebbe una diversa identità soprattutto digitale rispetto a quella reale del soggetto. Fenomeni culturali e sottoculturali che incidono sul carattere di una società: l'arte ad esempio compara questi modelli organizzativi definiti teal (orizzontali) prediligendo componenti di dialogo e non agglomerati freddi e distaccati. Questo stato di consapevolezza e le modalità discorsive mettono dunque in luce una differente presa di coscienza dei propri limiti e il desiderio di superarli attraverso spazi aumentati ove sarebbe possibile una sorta di metamorfosi del proprio sé apparendo altro: ecco la moda dei fotoritocchi che fanno un uso non controllato di immagini appartenenti alla vita privata in cui tra selfie e social è possibile agire da influencer descrivendo continuamente gli spazi fisici della propria esistenza. Chiunque si sente chiamato in causa a dare spiegazione dei luoghi che frequenta, delle persone che incontra, degli aventi sociali a cui partecipa come se realmente importasse agli altri ogni nostra singola scelta. L'annientamento della nostra privacy viene messo in discussione fornendo ai Big Data informazioni sensibili che potremmo evitare. Aspetti superficiali trasmissibili ovviamente dal mondo della cultura a quella della produzione artistica ed essa in stretta connessione ad un non luogo in cui tutto è possibile. Interi siti auto-prodotti o piattaforme specifiche hanno via via preso il posto delle tradizionali gallerie d'arte o spazi deputati a condividere il lavoro di un artista: pagine e pagine social in cui artisti di tutto il mondo mettono in evidenza la matrice del proprio lavoro sino al Chat GPT ed agli NFT. La conseguenza è la graduale perdita dello spazio fisico di condivisione, la perdita del rapporto diretto con l'opera d'arte oramai relegata a pura immagine o meglio ad una sorta di trasferimento dell'immagine nell'immagine corretta magari dall'AI in cui il contenuto resta labile mentre la forma esprime il concetto svuotato delle sue reali intenzioni purché accattivante e ottenga visibilità.

Un sistema siffatto auto generato mette in crisi i livelli di comunicazione pur nella perpetua esposizione: interi reparti del sistema dell'arte hanno raggiunto un grado di obsolescenza partendo dal fatto che ognuno possa decidere di essere artista esponendo sul proprio cellulare in una galleria virtuale non necessitando del lavoro professionale per la stesura di recensioni critiche ma di follower. Il contatto con il pubblico interessa poco alle nuove generazioni di artisti Onlife purché tutto si muova nella gratuità od in collettive gestite da promotori di rilievo a discapito della cultura stessa e della divulgazione. A pagarne le spese è la divulgazione stessa perché nel momento che in cui il professionismo viene a mancare chiunque diviene promotore del proprio operato condividendolo col pubblico in uno spazio fisico artificiale in cui servono seguaci e non critiche costruttive e scartando magari coloro che dovessero non concordare con le idee pubblicate. Una sorta di comunicazione chiusa in cui i vasi comunicanti devono essere silenziosi, resilienti appunto nell'accettare senza discussione qualsivoglia formula espressiva purché si aggiunga al consenso collettivo. Come dire siamo nel momento in cui ognuno se la canta e se la suona pur di non vedere la realtà in faccia. Le arti, la cultura e la conoscenza stanno decadendo a livello di hobby e l'hobbysmo non porta sicuramente da nessuna parte. L'arte Onlife è dunque il modo di autoproclamarsi artisti in quel dato momento solo per il fatto di divertirsi a sperimentare con colori e disegni magari ritoccati dal computer generando contenitori divulgativi destinati ad ottenere esclusivamente il consenso e gli apprezzamenti di anonimi spettatori e dal momento che poi questo gioco dovesse diventare ripetitivo e noioso si mirerebbe a lasciarlo là nel marasma delle realtà virtuali.

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MODELLI CULTURALI & STEREOTIPI EDUCATIVI

RETROSPECTIVE

La controtendenza artistica

Nell'estate del 2024 Rinascenza Contemporanea III di Pescara ha avuto il privilegio di esporre tre artiste diverse tra loro che hanno seguito un iter discorsivo fondato su ciò che definisco ERA OSCURA: con lo scoppio della grande pandemia del 2020 il mondo è caduto infatti nel tunnel dei lockdown e delle quarantene per poi soccombere nell'incubo delle guerre come quella russo-ucraina scoppiata nel 2022 o quella israelo-palestinese iniziata nel 2023. A questo potremmo aggiungere i capovolgimenti climatici attribuiti al riscaldamento globale a cui è collegato il disequilibrio finanziario con l'aumento esponenziale dei prezzi per quanto riguarda il traffico di energia e sul carrello della spesa: fattori che stanno mettendo in ginocchio interi settori dell'industria tra scioperi, disoccupazione e problemi di inflazione che mira a soppiantare l'intera classe della piccola e media borghesia. Il flagello storico ancora è 

in atto impattando direttamente sui modelli comportamentali ed educativi. In questo senso arriviamo alla cultura e all'arte: mentre il mercato domina incontrastato in maniera sproporzionata (mentre intere categorie e maestranze vengono soppiantate dalla crisi altri metodi sembrano prevaricare). Pensiamo ad imponenti aste o ad una sorta di internazionalizzazione dei fenomeni espositivi che hanno ridotto l'arte stessa a mero mercato e che spinge gli artisti a concepire per arte solo ciò che raggiunga la fama. L'artista in questo ordine di valori è una specie di manager attento non tanto alla divulgazione di ciò che fa in nome della sua carica di valori creativi ma a quanto debba vendere, quanto possa essere coerente ad un principio di quotazione e visibilità. Il mercato insomma sembra prevaricare sugli artisti in linea di massima insoddisfatti ed amareggiati se non dovessero raggiungere i propri obiettivi. Ed allora ecco questo gruppo di artiste: Aurora Stecca, Anna Actis Caporale e Marina Gensale che nei cinque mesi di esposizione hanno portato le proprie tecniche, i propri stili ed il proprio modo di concepire l'arte in maniera diversa; nonostante le differenze stilistiche, geografiche e di tradizione è la Natura il modello a cui tornare mentre il Sistema impone leggi effimere che assorbendo lo scenario contemporaneo lo riduce a moda passeggera. L'Era Oscura appunto da cui speriamo emerga una Neomodernità.  

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Le donne nell'arte

Rubrica di approfondimento

TAMARA de LEMPICKA

Quando parliamo di arte siamo soliti riferirci inavvertitamente ad artisti della storia dell'arte che fondamentalmente rappresentano quel dato periodo artistico di genere maschile: libri, capitoli e stili si sono avvicendati seguendo questa tendenza sottoculturale. Sfondando questa parete dunque mi sembra giunto il momento di creare questa rubrica che ha per oggetto le donne quali protagoniste assolute e che fino a non molto tempo fa erano lasciate nell'ombra. Tamara de Lempicka sembra la protagonista ideale da cui partire: figlia di un ebreo russo e di una polacca nacque a Varsavia nel 1898 e data la prematura morte del padre visse la propria infanzia con la nonna, la madre e i suoi due fratelli in una sorta di mondo a parte. Fu con la nonna che intraprese il suo primo viaggio d'arte in Italia nel 1997 e in seguito iniziò a studiare la pittura fino a quando dopo la morte della nonna si trasferì a San Pietroburgo ove presentatasi ad una festa vestita da guardiana delle oche fece colpo sull'aristocrazia del luogo.  Furono gli anni della rivoluzione russa quelli in cui venendo fuori da una relazione con un francese da cui aveva imparato i rudimenti della pittura sposò Tadeusz Lempicki che venne poi arrestato per ragioni politiche ma che lei riuscì a far liberare. Dopo aver avuto una figlia decisero così di emigrare a Parigi lavorando come disegnatrice di cappelli iscrivendosi a corsi di pittura all'Accademie de la grande Chaumiere ove conobbe maestri affermati del calibro di Maurice Denis approdando così ad apprendere formule stilistiche come l'Art Déco ed arrivando poi ad esporre nel 1922 presso il Salon d'Automne e raggiungendo in breve tempo una nicchia di visibilità nel mondo dell'arte. Nel 1928 divorziò dal marito e scese per la seconda volta in Italia alla volta del Vittoriale ospite di Gabriele D'Annunzio resistendo alle avance del Vate.

Sappiamo inoltre che viaggiò molto per l'Europa ed allo scoppio del secondo conflitto mondiale decise di trasferirsi negli Stati Uniti con il secondo marito ovvero il barone Raoul Kuffner de Dioszegh: furono quelli gli anni in cui l'artista si fece conoscere dal grande pubblico Raggiunse una tecnica particolare che la contraddistingueva dagli altri pensando all'utilizzo di spatole al posto dei pennelli ed approssimandosi all'arte astratta. Pur non essendo direttamente riconosciuta dalla critica non si lasciò scoraggiare e trasferendosi ad Huston e successivamente in Messico portò avanti la sua ricerca creativa. Poi nella notte del 1980 morì nel sonno e seguendo la sua volontà le sue ceneri vennero disperse nel vulcano Popocatepetl. Le sue opere ormai fanno parte dell'immaginario collettivo e si distinguono per leganza e modernità sino ad essere utilizzate anche oggi dalla pubblicità o dal Sistema di informazione per l'unicità che le contraddistinguono: pensiamo alla cantante Madonna che si è ispirata a questa grandissima artista mostrando i suoi look nei tour per il mondo. Gli elementi che l'hanno resa unica sono ravvisabili proprio in questa fusione tra la modernità ed il richiamo alla scultura classica in cui le forme voluminose che ricoprono quasi l'integrità della tela si ergono oscurando lo sfondo a volte neutro così da spiccare ed assorbire lo sguardo dei fruitori. Allo stesso tempo la cura dei dettagli così come dei drappeggi sembrano richiamare proprio quelle sculture in una modalità vivace ed in linea con l'eleganza della modernità. A volte le sue figure sembrano manichini ed altre volte decostruiscono lo spazio in maniera cubista ed in altre opere ancora il senso della velocità, della fierezza così come dell'emancipazione prendono il sopravvento. Donne su macchine fiammeggianti in cui il grado di emancipazione e indipendenza spingono il pubblico contemporaneo a riconoscersi come se fossero state concepite attualmente. La sua è una forma d'arte profondamente attuale per tutte queste caratteristiche acuite ulteriormente da un sottile richiamo erotico descritto in maniera saffica mentre dall'altra parte una sorta di dolcezza e timidezza entrano in contrasto ai valori precedentemente accennati. Oltre queste tematiche poi approdò a scene religiose che richiamavano la sua crisi personale ed ebbe fasi di condivisione e silenzi in cui ricercava dentro sé stessa. 

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Storia del Fumetto

L'attesissimo ritorno di Goldrake

Era il 1975 quando uscì in Giappone Ufo Robot Goldrake noto all'epoca come Atlas UFO Robot. A distanza di cinquant'anni Rai 2 nel mese di gennaio ripropone il robot della generazione X con un nuovo nome Grendizer U in cui la modernizzazione del celebre salvatore del mondo è stato anche presentato al Lucca Comics. Nuova grafica con alleggerimento della storia sembra svecchiare la vecchia trama dall'esordio giapponese dell'anime di partenza concepito da Go Nagai per poi essere trasmesso in Italia solo a partire dal 1978 e qui la trama può essere sintetizzata in questo modo: dopo un attacco sul pianeta Fleed da parte delle forze Vega il principe Duke e Goldrake fuggono sulla Terra dove il dottor Procton e Alcor pilota del robot Mazinga Z aiutano il principe che ha perso la memoria. Duke viene così chiamato Actarus ed adottato dal dottore che lo tratta con un figlio nell'attesa di ricordare il suo passato sino poi agli strani avvistamenti di navi aliene che attaccano il nostro pianeta; fattori che non solo danno ad Actarus la possibilità di ricordare il suo passato ma di collaborare con i terrestri nella lotta contro le forze ostili. Diverse le critiche soprattutto da parte dei nostalgici che si accostano a questa riedizione sentendosi più vicini del prodotto originale.

Critica della Critica

Atteggiamenti dell'arte oggi

Il Dilettantismo

Quando parliamo di Arte con la A maiuscola non dobbiamo cadere nel tranello delle arti come qualsivoglia forma di comunicazione a qualsiasi grado di sviluppo e coerenza. In questo modo tutto sarebbe arte ed entreremmo nell'appiattimento strutturale dell'arte stessa ridotta a mera attività dello spirito in cui la tecnica, lo stile e la gamma di sfumature realizzative relative all'individualità del soggetto creativo non farebbero più la differenza. Differenza tra cosa? Tra ciò che è Arte e ciò che è semplice esercizio, tentativo od espressione casuale priva di qualsiasi coerenza e ricerca maturata nel tempo. Al giorno d'oggi soprattutto grazie ai sistemi informatici abbiamo la possibilità di entrare in contatto con un'infinità di esperienze e persone che utilizzando la rete, le piattaforme digitali così come alla sterminata gamma di siti specializzati o spazi virtuali ha la possibilità di esibire e condividere il proprio operato. Una giungla di informazioni, di biografie a cui si aggiungono curriculum di artisti che hanno partecipato a rassegne, a collettive, a mostre in cui da dilettanti partecipavano con l'illusione di farsi un nome. Se a questo aggiungessimo la schiera di tecnici che come call center vanno a caccia di contribuenti non ne veniamo fuori. Il dilettantismo imperversa sia da una parte che dall'altra: chi dipinge solo per il piacere di usare colori e che senza un minimo di tecnica o di sentimento si approccia ad una tela considerandosi artista, chi dall'altra parte invece pur non avendo studi o competenze specifiche decide di arrancare sulle spalle di coloro che ci credono illudendoli di fama e successo: vile denaro. Il colpo di grazie viene poi dal Sistema Arte che si muove nella sfera della riconoscibilità chiudendo le porte a coloro che pur essendo profondamente validi non possono permettersi di accedere ad ambienti specializzati per ragioni monetarie e per questo esclusi in partenza. In un siffatto schema di riferimento molteplici maestranze restano ignote perché sopraffatte da un mercato cieco che mira esclusivamente al guadagno trattando l'artista vero da venditore e riducendo le opere a mero prodotto mercificabile. Tutto ciò deve esistere si intenda ma nella giusta proporzione: un tecnico dell'arte, un esperto così come un curatore dovrebbe avere la sensibilità di cercare ai margini della società quelle singole maestranze che rischierebbero di essere scartate offrendo alle masse non lo spettacolo di fiere vuote in cui circolano i denari ma contenuti profondi in grado di smuovere gli animi a pensare, a riflettere sulla caducità del tempo portando attraverso lo sguardo ad una dilatazione delle visioni collettive. Solo in questo senso l'Arte con la A maiuscola tornerebbe ad assolvere il suo compito concreto ovvero tentando di documentare la filosofia congelata di quella realtà senza pregiudizi di sorta o illusorie isole felici.

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Storia del CINEMA

Il Settimo capitolo della saga: ROMULUS

ALIEN

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Da segnalare l'ultimo capitolo della saga Alien intitolato Alien: Romulus (2024) oramai un franchise che rientra nella categoria di un midquel nel senso che ritorna indietro tra il primo del 1979 ed il secondo intitolato Aliens- scontro finale del 1986. Ambientato nel 2142 esordisce con la sonda spaziale Weyland-Yutani che si trova in prossimità della USCSS Nostromo raccogliendo campioni dello Xenomorfo che aveva sterminato l'integrità dell'equipaggio. Da questo momento le azioni si spostano sul pianeta colonia LV-410 in cui dato il profondo inquinamento vede la giovane Rain Corradine ed il robot Andy adattarsi ad una vita di privazioni al servizio di una civiltà tecnologica. Rivolgendosi ai suoi amici riescono ad impossessarsi di una navetta per raggiungere il Weyland ridotto ad un rottame: il loro obiettivo è trovare delle capsule di stasi criogeniche da utilizzare per un presumibile viaggio nello spazio con la speranza di raggiungere un piccolo pianeta indipendente denominato Yvaga ove potrebbero finalmente vivere liberi. Ma una volta sul rottame galleggiante le cose si complicano perché venuti a contatto di alcuni facehugger congelati per una via o l'altra si risvegliano portando l'incubo tra di loro: ritroveranno il sintetico Rook che aveva sabotato la missione iniziale e tenterà anche di salvaguardare il nuovo Xenomorfo con lo scopo di far compiere un salto evolutivo alla scienza oltre al fatto che la sostituzione di un chip al sintetico Andy lo renda ostile perché assoggettato alla compagnia scientifica. Tra inseguimenti mozzafiato e morti sequenziali alla fine solo in pochi si salveranno: dal momento che Rain riuscirà a prelevare il chip dalla testa di Andy abbatteranno molti alieni ed infine a salire sulla Corbelan prima che la nave madre si schianti contro gli anelli di Saturno. Anche in questo caso uno Xenomorfo salirà a bordo della navicella superstite prima che i sopravvissuti si addormentino e dopo un'ultima lotta per la sopravvivenza Rain farà un ultimo rapporto prima di entrare in stasi sperando in qualche modo di raggiungere sana e salva il tanto sperato pianeta Yvaga ove potrà iniziare una nuova vita.

Il poverismo dell'arte sempre attuale

Mario Merz

In autunno il celebre appuntamento di Artissima a Torino non ha trascurato la tradizione ed il richiamo al poverismo italiano che non è passato in secondo piano. La Fondazione Merz in occasione dei cento anni dalla sua nascita ha presentato una serie di opere minori con lo scopo di divulgare il senso ultimo della sua arte partendo proprio da una sua poesia "Qualcosa che toglie il peso che mantiene l'assurdità e la leggerezza della favola". Tra i lavori presente anche un tavolo della lunghezza di venti metri coperto di cera che è giunto addirittura dagli Stati Uniti che l'artista realizzò nel 1985. Arte come sinonimo di leggerezza nella quotidianità oltre il peso della realtà stessa considerata la mole di fatti che stanno sconvolgendo la grande storia. 

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Approfondimenti:

Jean Luc Cornec

L'artista tedesco Jean Luc Cornec utilizza vecchi telefoni per realizzare le sue pecore quale denuncia all'uso spropositato di questo strumento che ci ha resi schiavi: per compiere questa operazione ha utilizzato letteralmente dei vecchi telefoni per simulare le teste di animali ed i cavi telefonici per rappresentare la lanetta arricciata caratteristica a cui poi dobbiamo aggiungere l'aspetto sonoro non determinato dal belato degli ovini ma dallo squillo delle diverse cornette che generano il caos in chi si approssimi alla composizione. Su questo scenario l'artista espose tempo fa al Museo delle Telecomunicazioni di Francoforte in un'istallazione intitolata Telephone Sheep che rappresentava la velocità esponenziale con cui la tecnologia avanzava dimostrando che si potessero riutilizzare anche oggetti dimenticati e gettati direttamente nella spazzatura. Dunque a metà strada tra istallazione, riciclo, Land Art e concettuale in queste pecore avviene da una parte la metafora di una tecnologia che ha gradualmente preso il posto dell'umanità mentre dall'altra di come la civiltà stia scomparendo perché assoggettata a sistemi più grandi in cui lo spirito critico e individuale è appiattito nel qualunquismo e nella resilienza. Una critica sociale dettata dalla capacità di utilizzare proprio materiali di scarto che prima facevano parte della nostra quotidianità e che ora invece sono diventati obsoleti. Le pecore telefoniche di Cornec siamo noi, massa informe e individui anonimi che guardiamo divertiti questi animali posticci trascurando il fatto che ognuno di noi ormai possegga un telefonino o sia perennemente connesso dimenticando il valore della libertà o della privacy. Quando una tecnologia sia rivolta contro noi stessi non facilitando più la vita degli individui ma richiudendola in uno schema di controllo viene minato il senso stesso dell'esistenza in cui avevamo creduto. 

  Pecora telefonica (1978).Vecchie corde telefoniche riciclate

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