Trentacinquesima Uscita

01.05.2026

Copertina

Artisti della Guerra:

Edith Birkin

Campo di gemelli Aushwitz.

Acrilico su pannello rigido (1980-82)

The Imperial War Museum. Londra

(pagina 10)

Sincretosophia

Teoria Sinaptica Essenziale (Pagina 2)

Pagina 1

Architetture Impossibili:

Gulliver Park

Valencia (Spagna)

Ecco un esempio di architettura ultramoderna in una capitale europea: si tratta del Gulliver Park ovvero una delle attrazioni principali del Jardin del Turia. Si tratta di una scultura lunga oltre settanta metri accessibile al pubblico per mezzo di rampe oltre che di scivoli e scale che definiscono un percorso che coinvolge persone di tutte le età. Ispirato al Gigante Gulliver sembra di avere a che fare proprio con dettagli anatomici del protagonista del celebre romanzo di Jonathan Swift in cui narrava del suo viaggio nella terra dei lillipuziani: trovandosi infatti in prossimità della struttura lo spettatore è immediatamente rimpicciolito sul piano dimensionale percependo improvvisamente di essere piccoli innanzi alle proporzioni esagitate del colosso. Una sorta di spiazzamento che funge da polo attrattivo.

Museo Santa Caterina ( Treviso)

Un viaggio a ritroso

Durerà fino al 10 maggio 2026 la mostra che ha per oggetto l'arte astratta americana pensando a Richard Diebenkorn sino a Morris Louis per approdare a quella europea con Josef Albers e Piet Mondrian sino ad andare a ritroso nel tempo e ritrovarci direttamente catapultati nell'800 ove non mancano mostri sacri dell'arte internazionale del calibro di Camille Pissarro, Coubert, Renoir e van Gogh. Il viaggio nel paesaggio come luogo dell'anima abbraccerà i decani dell'arte che da De Chirico a Modigliani, da Matisse a Degas fanno viaggiare il pubblico in una dimensione intima e universale. I capolavori presenti provengono dal Toledo Museum of Art in Ohio in cui oltre sessanta quadri di fama mondiale mettono in scena la ricercatezza e la pacatezza della grandezza. Mostra meritevole fondata sulla qualità e non sulla quantità. 

Da Picasso a Van Gogh

Capolavori dal Toledo Museum Art

Pittura dall'Astrazione all'Impressionismo

Vincent van Gogh: Auver, campi di grano con mietitore (1899. Olio su tela

Pagina 2

ANALISI del Testo: Sincretosophia come disciplina di indagine storica

Nel 2025 è stato pubblicato questo testo critico della teoresi artistica che ha orientato la mia ricerca nel campo dell'arte contemporanea. Parte da queste considerazioni:

" Tutto ciò che esiste è soggetto alle leggi di Natura e la natura è la potenza generatrice che crea e distrugge secondo i processi fisici e chimici che la regolano. Tutto ciò che esiste, muore, si trasforma, muta. L'Arte costituisce l'anelito all'infinito, in altre parole il desiderio mortale di sopravvivere al destino precostituito. L'Artista è il sacerdote di questo procedimento alchemico in cui la materia può essere manipolata sino a ricongiungersi con quella sfera spirituale che costituisce la sede centrale della sua anima.

L'opera d'arte adempie a questa funzione. Non è un prodotto materiale. Rappresenta la creazione vivente non fine a se stessa perché continua a vivere negli occhi degli astanti. Secondo quest'ottica la comunicazione è tutto. Uno spazio espositivo ha il sacro compito di tracciare questo scambio tra artisti e spettatori mediante la funzione centrale delle opere intese come Documenti di un'Anima collettiva. Ogni epoca avrà le proprie regole, la propria cultura, i propri codici comportamentali definiti da un'Etica imperante. Anche l'estetica ha una sua etica. L'etica dell'estetica costituisce una forma di educazione morale del soggetto pensante, indipendentemente dal periodo storico in cui esiste. L'anima è la sede inconscia di emozioni spontanee che il soggetto ha a prescindere dal suo tempo o spazio esistenziale. Dovrà adattarsi all'ambiente e alla società.

L'artista, nel creare è libero e lo comprenderemo attraverso l'idea panteistica di Teleologismo e del Disegno Intelligente. Non deve assolutamente preoccuparsi di queste mode esterne: deve cercare dentro se stesso, abbattere le mode di riferimento e venire in superficie per quello che sente, percepisce e interpreta spontaneamente. L'Opera d'Arte così intesa diverrà eterna e amplierà i gradi ricettivi di coloro che verranno. Sarà lo strumento di liberazione collettiva dalle catene delle politiche vigenti, delle macro-economie schiaccianti, dall'uomo istituzionalizzato.

L'uomo nuovo sta per risorgere. In Lui, Scienza e Fede, Arte e Vita, Macro e Micro coincidono coscientemente. L'artista preconizza questi archetipi e li congela in opere che proiettano la propria essenza dinamica verso gli spettatori-neofiti.

Concezioni teoriche messe in atto dalla Teoria Sinaptica Essenziale, una teoria dell'Arte per i modi di comprensione estetica dell'opera intromessa in uno spazio fisico e in un tempo storico, ma assoluta e unica. In tal senso si districa la Sincretosophia: una dottrina senza precedenti.

Così come in una trasmissione sinaptica, l'impulso nervoso può viaggiare da un neurone all'altro, allo stesso modo il valore intrinseco di un'opera può viaggiare all'interno di un singolo individuo come dell'intera collettività. Tutto è definito dalla comunicazione di strutture specializzate in relazione tra loro.

E l'arte viaggia nello spazio e nel tempo. Vedremo come, grazie alle ricerche che ho compiuto nello spazio espositivo Rinascenza Contemporanea".

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Divismo internazionale

Jared Joseph Leto 

Nato a Bossier City nel 1971 Jared Leto debutta da una serie televisiva My So-Called Life da cui si apriranno le porte nel mondo del cinema: da Fight Club a Panic Room, da American Psycho a Chapter 27- L'assassino di John Lennon.

L'attore è noto per essere versatile nelle scelte dei personaggi da interpretare così come nella scelta dei copioni e del significato profondo di ciò che non è immediatamente percepibile.

Sappiamo di lui che è anche cantante se non musicista e regista e sono molti i suoi interessi che lo hanno portato alla ribalta: nel 1998 fonda un gruppo i Thirty Seconds to Mars con suo fratello con un album intitolato Virgin, l'omonimo album uscito nel 2002 e tutta una serie di brani che hanno messo in campo il successo commerciale. La sua versatilità è forse stata determinata da un'infanzia piuttosto turbolenta: dal divorzio dei genitori ai viaggi in numerose cittadine statunitensi. Dal secondo matrimonio della madre prenderà il cognome anche se la madre stimolò i figli alla curiosità aprendogli la via delle arti. Ecco che l'ambiente dell'arte da cui proviene è stato per lui fondamentale. Come ha dichiarato:" Sono cresciuto in un ambiente di attori, musicisti, fotografi, artisti e diverse personalità dello spettacolo" e crebbe ascoltando musica Rock. Sono elementi che hanno forgiato il suo trasformismo e la curiosità di sperimentazione messa in campo nelle arti che porta avanti da quando si trasferì a Los Angeles nel 1992. Da Joker a Niader Wallace sino ad Ares in Tron si trasforma spaziando in ruoli ambigui e terrbili al contempo.

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La Vetrina

RC III

Anna Actis Caporale

La VETRINA. Il secondo tassello delle mostre del 2024 dal titolo Retrospective è stato rappresentato dalla mostra Tra deumanizzazione e Post-Global in cui è emersa l'arte di Anna Actis Caporale. Da un incidente che le costerà l'uso di una gamba è costretta a non viaggiare fisicamente compiendo così una revisione delle sue fotografie riorganizzandole concettualmente in dipinti che rievochino proprio quelle dimensioni. L'uso assemblativo di questi vettori emozionali la mettono così nella posizione di generare quelli che precedentemente denominavamo non luoghi reali anche se derivati da luoghi che appartenevano ai viaggi realmente compiuti. Tra spinte Tech e quelle Digital-green il Post-Global diviene così espressione necessaria della post-concettualità che la Caporale assolve appieno mediante l'insignificanza della sua pittura considerata come un fatto autonomo ed imprescindibile.

Nei due mesi di esposizione nonostante l'assenza fisica dell'artista il vasto afflusso ha determinato un notevole interesse per la vivezza dei suoi colori ed il vitalismo della sua pittura che ha preso il posto dei viaggi a cui lei era dedita negli anni precedenti. L'arte ora le consente di andare lontano.

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Il genio pensatore: Gianni Agnelli

La guerra degli Elkann

Quando ricordiamo l'Avvocato Gianni Agnelli spingiamo la nostra mente agli anni ruggenti dell'imprenditoria italiana: torinese Doc visse dal 1921 al 2003 segnando un'epoca per la città di Torino e la nazione spiccando come dirigente sportivo e politico tutto d'un pezzo. Fu al vertice della FIAT e senatore a vita oltre che ufficiale del Regio Esercito oltre che grande uomo e personalità indicibili fu uomo di cultura e di gusto: da sempre amatore dell'arte e dei libri collezionò opere di artisti intramontabili che sono diventatati oggetto di guerra per la famiglia dopo la sua morte. Eppure non è dell'avvocato che vogliamo trattare in questa sede ma di una serie di dipinti perduti andati in eredità ai suoi discendenti: si tratta di tredici dipinti d'autore di cui la Procura di Roma ha acquisito alcune bolle di trasferimento. Il reato di ricettazione ed esportazione illecita di opere d'arte che sono state trafugate tra gli eredi Elkann e la figlia Margherita Agnelli. A questo si aggiunge la sostituzione di tre autentici ( Monet, De Chirico, Balla) con tre falsi d'autore ritrovati successivamente nei caveau del Lingotto di Torino.

Parliamo di una collezione prestigiosa che conteneva opere di Balthus, Francis Bacon, Pablo Picasso, Georges Mathieu e John Singer Sargent. Opere letteralmente sparite da Villa Perosa e Villa Frescot di Torino e così da Roma.

Dopo la morte di Gianni le proprietà sono andate alla moglie Marella Caracciolo di Castagneto madre di Margherita. Da qui la guerra tra Margherita contro i tre figli John, Lapo e Ginevra Elkann si baserebbe su l'esportazione di questi lavori artistici prestigiosi ed i magistrati stanno tentando di ricostruire il percorso di queste opere.

Alle indagini sono anche allegate le testimonianze dei domestici e dei spedizionieri che avrebbero ricevuto ordini per spostare le opere; a questo si aggiungono fotografie ed immagini di repertorio che rivelano la presenza di opere sparite improvvisamente nel nulla. Sarà un caso? E' possibile che l'arte debba sempre essere trattata da merce di scambio senza riguardo a prescindere dai valori affettivi ad essa imputata?

Ciò che sarà ricostruito dalla Procura di Roma lo vedremo eppure siamo sbalorditi nell'apprendere quanto sia andato perduto. A prescindere da tutto colpisce il fatto che una famiglia così prestigiosa si stia facendo guerra per opere che costituivano un valore famigliare oltre che patrimoniale.  

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Riflessi post-globalisti sul mondo dell'arte e della cultura

Crisi degli artisti

Forme contemporanee di linguaggio

Nella storia dell'arte scorrendo pagine e pagine di biografie notiamo che nel mondo dell'arte le grandi personalità di cui riconosciamo la grandezza ed il valore universali vissero nella stragrande maggioranza dei casi vite travagliate e crisi individuali che in un certo qual modo ispirarono i capolavori che resero quegli artisti immortali. Eppure la committenza ed il valore culturale che le élite di altre epoche caldeggiavano sembra essersi viva via esaurito sino a richiudersi in un universo a sé stante in cui è difficilissimo entrare.

Gli artisti contemporanei si trovano tra il martello e l'incudine: tra la fama ed il silenzio totale, tra l'attenzione del pubblico ed il vuoto entro cui non riescono a gestirsi. Soprattutto nel mondo attuale la crisi dei valori e dei costumi riguarda un turbine di informazioni che spiazzano ed allo stesso tempo spingono fuori strada: nell'arte contemporanea parliamo ad esempio del vacante sistema di sostegno alla carriera dell'artista che non garantisce il supporto e tutta quella serie di opportunità che dovrebbero garantire all'artista di poter vivere del suo lavoro. Pensiamo agli artisti emergenti in un contesto globale ove sembra di cercare un ago in un pagliaio rischiando di essere posti ai margini e di non raggiungere mai a pieno titolo il diritto di essere considerato davvero un artista.

Caratteristiche del genere fanno sì che molti artisti debbano svolgere altri lavori per poter dipingere poiché non è dall'arte che otterranno i mezzi necessari per sopravvivere e questa ragione li proietta nell'arte con l'utilizzo di piattaforme digitali. Dunque il rischio di restare anonimi nel vasto mondo dell'arte data la notevole quantità di altri artisti, di opere e contenuti rende complessa la ricerca e la selezione. Ma il problema proviene fondamentalmente dalle istituzioni, dai poli museali e dalle fondazioni che non riescono più a garantire una carriera stabile.

Dunque questo ridimensionamento sul piano sociale è poi esteso sul piano culturale perché l'artista non diviene più l'anticipatore di tendenze ma prosecutore delle tendenze in atto: se nei decenni precedenti erano gli artisti a generare un modo di fare, un modo di esprimere il proprio Sé, generando una tendenza culturale oltre che artistica ora l'artista deve seguire la tendenza globale mostrando di essere aggiornato altrimenti sfigurerebbe decadendo nel passatismo o in un linguaggio di nicchia o ancora tacciato di presunto intellettualismo.

Il fatto di non essere schierato e polarizzato destabilizza il pubblico allontanando le persone dai suoi lavori. Diviene una fattore di facciata, di attrazione o repulsione: avere idee diverse significherebbe andare proprio contro la tendenza portante e uniformante finendo per essere respingente e via via allontanati dalla rete divulgativa.

In un modo o nell'altro poi anche coloro che negano le luci della ribalta la cercano aprioristicamente: è come essere invitati ad una festa, andarci e sbraitare per essere stati invitati. Molti negano il loro interessamento alla fama ma la agognano, la ricercano, la polemizzano ma la desiderano.

In ogni caso il processo di marginalizzazione messo in campo dalle istituzioni come dicevamo li costringe ad occuparsi anche di altre mansioni per vivere rendendo precaria la propria attenzione e riducendo il valore stesso del tempo dedicato alla sperimentazione. Da questo punto di vista dunque dovremmo considerare questa esclusione dal sistema dell'arte, questo atteggiamento respingente come un'opportunità: l'indipendenza dovrebbe favorire una sorta di autoreferenzialità partendo dal fatto che forse non essere desiderati dal sistema omologato corrisponda al fatto di non essere come gli altri? A cosa servirebbe essere ricercati dalle istituzioni se queste ricercano modelli strutturati e preconfezionati: tutto ciò che rotea attorno a questi costrutti continua infatti a circolare negli ambienti chic mentre gli artisti, quelli veri non hanno i soldi per comprare i colori.

La crisi imperante è causa di vie alternative: da una parte collettive in cui le spese sono minime o dall'altra l'ausilio della tecnologia che concepisce questi spazi digitali n cui l'artista ouò divulgare i propri lavori servendosi di piattaforme gratuite od a basso costo. Infatti abbondano siti online in cui gli artisti mettono in vendita i propri lavori direttamente su Intenet e questo consente loro di avere ancora una forma di visibilità nell'era digitale.

In fin dei conti la dimensione filosofica e culturale dell'arte stessa viene poi sminuita dal suo fattore economico: che siano artisti di fama internazionale così come il pittore faidate, il lavoro, l'elaborato creativo viene alla fine messo in vendita, quotato, ridotto come sosteneva Benjamin a merce perdendone l'aura. Ebbene in questa riduzione ad un valore chiunque chiede se il proprio elaborato sia stato venduto. L'artista vuole vendere e le gallerie soffrono perché i collezionisti si riversano nei musei rinomati, nei luoghi spettacolari della cultura ufficiale e non investono più sull'artista emergente. Tutto deve avvenire esclusivamente sotto i riflettori. O dentro o fuori.

Coloro che non riescono in questa impresa sperano che un giorno qualche intenditore li noti e li porti alla ribalta: è un fattore narcisistico? Un'esaltazione del proprio ego? Un desiderio di diventare famosi? La risposta è affermativa. L'artista vuole dimostrare a se stesso ed al mondo la propria unicità, vuole essere capito o non capito: l'importante è che si parli dei suoi lavori e che in questo modo vengano venduti e che possa vivere di ciò che sa fare. Coloro che non aggiungono questo status soffrono, si sentono esclusi, incompresi, fuori dal sistema. Ecco la frustrazione e la crisi profonda che induce molti a non credere più nel potere della comunicazione, della divulgazione, della condivisione. Una mostra è il momento in cui l'opera esiste in coloro che vedono.

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MODELLI CULTURALI

Orazio Gentileschi

Un pittore in viaggio

& Guido Reni

Orazio Gentileschi, Annunciazione 1623. Olio su tela . Musei Reali di Torino

Sino al 14 aprile 2026 è possibile andare nelle sale Chiablese dei Musei Reali di Torino per una mostra dedicata a Orazio Gentileschi. La pala d'altare con l'Annunciazione fu da lui realizzata nel 1623 proprio per il Duca di Savoia ed in quanto tale l'apice di tutta la produzione dell'artista toscano pari di fama a Caravaggio, ad un van Dyck od un Rubens del suo tempo. A questo dovremmo aggiungere anche Guido Reni in occasione dei 450 anni dalla nascita: proprio la Galleria Sabauda darà rilievo al divino Reni che mostrerà tutta la sua grandezza. Oltre alle opere citate saranno esposti anche capolavori provenienti da altre collezioni, Due mostri dell'arte barocca nel contesto torinese che indicano la via della bellezza passionale, dell'estasi e del tormento dei sentimenti in cui la natura viene descritta attraverso la posa del corpo quale contenitore puro dello spirito. Restano immortali per lo splendore della posa e la ieraticità di un mondo perfetto che forse non tornerà più. 

Guido Reni, San Giovanni Battista (1635). Olio su tela . Musei Reali Torino

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Artisti della GUERRA

Rubrica di approfondimento

Edith Birkin

Campo di gemelli Aushwitz.

Acrilico su pannello rigido (1980-82)

The Imperial War Museum. Londra

Nata a Praga nel 1927 è stata un'artista ebrea sopravvissuta all'Olocausto ed ha vissuto gli ultimi anni della sua esistenza in Gran Bretagna dove si è spenta nel 2018. Il suo vero nome era Edith Hofmann e durante gli anni della guerra fu trasferita con la sua famiglia nel ghetto di Lodz in Polonia. I suoi genitori morirono subito poi quando fu liquidato dai nazisti il ghetto nel 1944 fu mandata a Auischwitz lavorando in una fabbrica di munizioni sotterranea. Fu liberata solo nel 1945 dal campo di concentramento di Bergen-Belsen solo dopo essere sopravvissuta alla marcia di morte verso il campo di concentramento di Flossenburg. Solo al suo ritorno comprese che non era sopravvissuto nessun parente allo scempio.

Nel 1946 si trasferì in Inghilterra dove divenne insegnante e adottò tre bambini. Poi negli anni Settanta studiò storia dell'Arte frequentando un corso di Belle Arti e dedicò il resto della sua vita a dipingere. Scrisse poesie ed una serie di testi che esprimevano il dramma della sua esistenza. La solitudine divenne il tema centrale della ricerca personale; il marcio del mondo sembra emergere dai suoi scritti quanto dalla sua pittura.

Scrisse l'artista:

" Penso che sia stato davvero il periodo peggiore della guerra. Sebbene fossimo liberi e liberati è stato il momento peggiore perché ci siamo resi conto o almeno io mi sono resa conto che nessuno sarebbe tornato, che la vita non sarebbe mai più stata la stessa e che ciò che speravo sarebbe accaduto dopo la guerra non sarebbe mai accaduto. La speranza era svanita"

La perdita delle illusioni rappresentò l'apice della frustrazione e dello smarrimento.

Il dolore, il disagio, l'angoscia regnano nella sua arte carica di sgomento. Una ragazza abbandonata al suo destino nelle mani di aguzzini spietati. Cosa ha dovuto vivere l'innocente bambina destinata ai lavori forzati?

Nell'opera in questione rappresenta dietro il filo spinato una serie di bambini-fantoccio dai volti anonimi, terrorizzati perché sperimentati dagli scienziati di campo per il fatto di essere gemelli.

La ricerca sui gemelli fu uno degli obiettivi di studio fondamentali all'interno dei lager nazisti: cosa voleva ottenere Hitler? Alcune teorie ci informano che sia possibile il desiderio di comprendere il fenomeno della riproduzione attraverso l'intervento della genetica. Forse Hitler desiderava raggiungere la clonazione per generare super-uomini e super soldati capaci di avere le doti e le qualità per dominare il mondo.

Non sembra che questi progetti abbiano preso corpo negli ultimi decenni? Soprattutto adesso che la genetica abbia fatto passi da gigante. Quanta attualità in questi precursori del male!

La razza padrona doveva manifestare in pieno la propria superiorità perseguendo con la scienza i suoi nefasti obiettivi ed i test condotti dagli scienziati sui bambini, ed in particolare sui gemelli conferma questa teoria. Eppure la giovane Edith visse il dramma di quei carnefici spietati senza che nessuno si prendesse cura di lei. Al punto che nelle parole che abbiamo evidenziato ci fa comprendere che assuefatta di paura e dolore inespresso era diventata nel lager parte di quella macchina di morte: operava in un reparto divenendo parte di un ingranaggio che in uno modo o nell'altro le dava protezione.

Solo quando ne venne fuori e scampò la morte si rese conto di ciò che era diventata. Si rese conto di non avere più nessuno, non un familiare, non un amico. Tutti morti e lei questa solitudine la portò dentro per il resto della sua esistenza. Nei volti incubotici di quei bambini dietro il filo spinato è possibile ravvisare il grottesco, il macabro, il virulento. La descrizione è ossessiva perché raddoppiata in un intrico disumano. Sono esseri umani o esperimenti di un laboratorio folle?

L'opera conservata a Londra esprime in pieno la mostruosità della guerra. Mai come ora il dipinto sembra essere di un'attualità fuorviante: guardando i notiziarti della sera sono passate immagini di persone sotto assedio accalcarsi oltre il filo spinato ed ammassarsi per riempire le pentole di qualche manciata di cibo od in fila per fuggire dai luoghi bombardati mentre le loro case vengono fatte esplodere.

Sotto gli occhi della gente tutti i giorni passano immagini che mostrano bambini correre disperatamente verso la libertà mentre il loro nemico è pronto con i fucili a radere al suolo quanto resta del loro mondo: non vogliono nemmeno riconoscere il loro territorio. Si tratta di una pulizia etnica vera e propria ed il mondo non riesce a fermarlo: esattamente come ottant'anni fa sembrava che le barbarie non avessero tregua e che il mondo dovesse restare così per sempre. Tutti tacevano e con il loro silenzio permisero che tutto ciò fosse; lo stesso ora e con altri mezzi. Siamo tutti responsabili delle guerre in corso perché nonostante il nostro distacco emotivo o distanza geografica consentiamo che la forza bruta prevarichi sugli innocenti. Sono loro il futuro e noi glielo stiamo impedendo. E coloro che sopravvivranno porteranno per sempre l'angoscia nell'anima. 

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Storia del Fumetto

SpongeBob

SpongeBob SquarePants è una serie televisiva statunitense creata da Stephen Hillenburg e segue le vicende di SpongeBob una spugna che vive nelle profondità subacquee denominata Bikini Bottom. Nata nel 1996 è arrivata in Italia nel 2004. E' sicuramente un cartone esilerante in cui il protagonista ed i suoi amici hanno divertito una generazione di bambini eppure la cosa che colpisce è tutta una serie di teorie complottiste che circolano intorno a questa macabra parodia. Ad esempio già sullo Huffington Post è uscito che il protagonista ed i suoi amici rappresenterebbero la metafora dei sette peccati capitali; un'altra teoria vedrebbe Plankton alle prese con la ricetta segreta in cui l'ingrediente base sarebbe carne di granchio: non riuscirebbe a replicare la ricetta perché non ci sono altri granchi in quel luogo; un'altra ancora sarebbe da collegare all'inquinamento come le numerose immagini che mostrano depositi di petrolio subacquei determinati dall'uomo. Eppure da questo arrivano molte altre a sostenere che sia un mondo determinato dall'alterazione post-nucleare e dove solo le radiazioni post-atomiche abbiano definito la creazione di un ecosistema alterato ove si muovo questi personaggi.

La divertente spugna così come i suoi simpatici compagni di avventure bizzarre non sarebbero altro che parodie di un mondo post-umano nato dai resti di una società distrutta che rifletterebbe nei mondi sommersi dalle acque le contraddizioni di un'umanità alienata.

Fortunatamente si tratta di teorie cospirazioniste ed i bambini quando le guardano non fanno caso alle esplosioni qua e là alla presenza di funghi atomici.

Critica della Critica

Atteggiamenti dell'arte oggi

Arte spazzatura

Quante volte abbiamo acceso la radio nel tentativo di distrarci con della bella musica e abbiamo dovuto cambiare stazione per ascoltarla? Semmai abbiamo preso un Ipod ed abbiamo scelto dalla nostra compilation preferita. Quante volte abbiamo acceso la televisione in cerca di un film nuovo e ci siamo ritrovati immersi in scenari catastrofisti in cui si ammazzavano o quantomeno avvenivano sparatorie e sangue a gogò? L'alternativa è guardare la televisione in streaming o mettere qualche film da una lista preferenziale. E la poesia? Vogliamo parlare della narrativa attuale? A parte la saggistica in cui alcuni ancora pensano il più delle volte è necessario confidare nella filosofia o nella lettura di testi risalenti almeno al secolo scorso. L'arte è in crisi. Musei, gallerie, fondazioni mostrano i loro campioni nella consapevolezza che il pubblico sia dissociato da ciò che vede.

Il prezzo da pagare con questa generalizzazione della cultura, del faidate comportamentale consiste proprio in questo torpore dei linguaggi oramai appiattiti dai media e finalizzati esclusivamente alla visibilità.

Non conta l'opera ma l'affluenza ad una mostra, il tipo di gradimento, l'interesse per vendere il prodotto ed avere in questo modo credibilità.

Il mondo dell'arte guarda al passato con venerazione rendendosi conto che il contemporaneo sia alla ricerca di nuovi stimoli, di nuovi linguaggi, di nuove metodologie di interazione perdendo il senso stesso della sua funzione principale. Si tratta di un decadimento di costumi dello stile dettato da una crisi profonda che costituisce lo scheletro della modernità. Hans Sedmayr della Scuola di Vienna comprese attraverso lo studio dell'arte la perdita del centro ovvero la perdita della dignità della figura umana e della progressiva decadenza delle arti.

Lui partiva dalla fine del Settecento osservando lo svolgersi del percorso storico in cui il Razionalismo ha congelato gli animi facendoli cadere paradossalmente nell'irrazionalismo becero individualista che pone questi dei decadenti in un'ampolla di cristallo aizzata dagli abomini di macchine che via via ci stanno sostituendo.

Mentre scrivo guerre ibride stanno inghiottendo il mondo; colossi finanziari stanno investendo miliardi in armi e la civiltà sta provvedendo alla costruzione di bunker, di ospedali, di lager in previsione di una guerra alle porte.

Cosa dovrebbe decantare l'arte? Come è possibile che un linguaggio raffinato descriva le brutture di computer intelligenti progettati solo per il risultato veloce e sicuro?

L'arte oramai è spazzatura intellettuale a passo con tempi vuoti e senza scrupoli. Nessuna morale, nessuno spirito: l'umanità non è mai stata smarrita come in questo momento del tempo.

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Storia del CINEMA

Storie di vita vera: 

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Film del 2018 tratta del giovane Stefano Cucchi che in una sera d'ottobre del 2009 viene fermato con un amico in auto mentre stavano fumando una sigaretta. Fermati dalla due carabinieri i due giovani vengono perquisiti e lui vien trovato con dell'hashish e cocaina oltre che sostanze varie: arrestato e condotto alla stazione dei carabinieri di Roma dopo l'interrogatorio lo conducono a casa per perquisire la casa e successivamente in caserma sotto custodia cautelare. La sua resistenza determinerà l'immediato trasferimento a Tor Sapienza. Durante la notte si sente male e chiede assistenza perché soffre di epilessia: il carabiniere chiama un'ambulanza ma Cucchi rifuta l'intervento. L'indomani notano ematomi sul corpo del ragazzo ed i carabinieri sostengono che la notte prima sia caduto dalle scale. Così al processo parla poco e non parla delle sue reali condizioni di salute sino al sopraggiungere di un avvocato d'ufficio. Il verdetto è restare sotto custodia cautelare al carcere di Virginia Coeli e visitato in ospedale in cui denuncia di essere stato picchiato sino poi ad essere rispedito in carcere.

Eppure le sue condizioni peggiorano e rinviato in ospedale non mangia e gli viene posto il catetere. I famigliari non riescono a vederlo sino al sopraggiungere di un infermiere che lo trova morto. La famiglia e la sorella Ilaria riescono a vederlo nell'obitorio aprendo così un'inchiesta sulle reali ragioni dell'accaduto. Nei titoli di coda si vedono le immagini della vera sorella di Cucchi e delle registrazioni dell'interrogatorio che dovette sostenere al suo arresto. 

Splendida interpretazione di Massimo Borghi nel ruolo del protagonista il film è stato selezionato per la sezione Orizzonti alla 75 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia in cui viene descritta l'ultima settimana di vita del giovane Cucchi.

Film controverso che apre molte questioni e che mostra il livello di pericolosità e di responsabilità da parte delle forze dell'ordine. A prescindere da come siano andati i fatti la questione è proprio fondata sull'efficienza di chi dovrebbe tutelare la sicurezza nelle strade, nelle città, nei luoghi di vita pubblica.

Personalmente sono a favore di un maggiore controllo da parte delle autorità delle strade soprattutto nelle ore notturne: non è possibile che nelle ore diurne la vita scorra normalmente e che da una certa ora in poi, quando le attività chiudono ed i semafori smettono di funzionare venga il caos.

Esistono aree periferiche in cui sembra di attraversare il Bronx e l'anarchia sembra sopraggiungere: delinquenti, prostitute, spacciatori escono tranquillamente svolgendo le proprie attività illecite senza che una forza determinate li neutralizzi. La gente è allo sbando: donne, vecchi e bambini si trovano nella possibilità di non essere difesi da chi è di dovere. In molti luoghi posizionano telecamere ma questo non credo che sia sufficiente per evitare aggressioni. E' necessario invece che le forze dell'ordine setaccino le aree urbane in cui sono consapevoli dell'esistenza di nicchie di delinquenza con maggiore controlli, appostamenti stabili facendo in modo di scoraggiare il propagarsi della violenza.

Soprattutto in questi tempi in cui baby gang di ragazzi figli di papà che drogandosi o abusando di alcol compiono giochi macabri prendendosela con i più deboli così come persone provenienti da altri paesi e che vivono al margine della società perché sprovvisti di documenti vadano in giro armati e per di più stravolti dall'alcol che nei paesi di proveneinza non erano abituati ad assorbire. Muoversi di notte per le città italiane è diventato un rebus: è pericoloso muoversi o prendere un autobus perché nessuno, dico nessuno provvede realmente a tutelare la vita di cittadini onesti.

Eppure paghiamo le tasse e spese annuali in cui è considerato un servizio di tutela per i cittadini. A cosa serve se una persona può vivere per strada solo per dodici ore al giorno. E di notte? I servizi riguardano solo mezza giornata alla luce del sole? Aumentiamo i controlli e diamo incentivi alle forze dell'ordine che a loro volta non sono tutelate. Ci sono ragazzi che perdono la vita facendo il loro dovere a stipendi ridicoli pur mettendo a repentaglio la loro stessa vita.

Dovrebbero le istituzioni incentivare gli arruolamenti attraverso stipendi dignitosi tappezzando le città di controlli soprattutto nelle ore notturne con l'obiettivo di scoraggiare la delinquenza e mantenere l'ordine per tutte le ventiquattro ore che ricoprono una giornata: le telecamere avrebbero significato di verificare l'ordine dei fatti e riconoscere i trasgressori o fungere a mo' di moviola per verificare la reale dinamica dei fatti come in molte inchieste è ravvisabile. Eppure non funziona così e molte volte le forze dell'ordine vengono messe sotto inchiesta per maltrattamento o cattiva gestione della loro autorità.

Quello di Cucchi è stato un caso: non siamo realmente a conoscenza degli eventi e non è giusto mettere bocca in fatti a noi lontani. Potremmo supporre che il giovanesia stato aggressivo o rispose male ma anche in questo caso niente avrebbe dovuto autorizzare le autorità che lo presero in custodia a maltrattarlo: le forze dell'ordine hanno il sacrosanto diritto di far rispettare la legge e il dovere di proteggere soprattutto coloro che vengono prelevati dal contesto urbano perché incapaci di rispettare le regole. Che siano l'esempio di rigore ma di umanità altrimenti perderemmo l'opportunità di credere in coloro che ci dovrebbero difendere. Polizia, Carabinieri, Finanzieri sono coloro che ci proteggono dai trasgressori della legge, da coloro che danneggiano le regole sociali, da coloro che infrangono la quiete e portano violenza e caos: senza di loro saremmo allo scoperto, fragili ed incapaci di difenderci.

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Approfondimenti:

Yoshitomo Nara

Uno degli artisti più quotati al mondo è Yoshimoto Nara. Nato nel 1959 a Hirosaki fa parte della pop art giapponese. Vive e lavora a Tokyo anche se i suoi lavori sono esposti in tutto il mondo. La sua esperienza deriva dalla conoscenza acquisita dall'Università di Arti e Musica di Aichi sapendo che tra il 1988 ed il 1993 abbia studiato alla Kunstakademie Dussendorf in Germania e che dagli anni Ottanta abbia svolto una quarantina di esposizioni in tutto il mondo.

Ora la scelta discorsiva della pop art è stata ereditata dall'esperienza britannica poi trapiantato negli Stati Uniti in cui le dinamiche sociali, massificate, popolari hanno destato interesse sino a confluire nel Kitschod in elementi che apparentemente sembrano banali e di bassa qualità. Fondamentale è la scelta di mezzi produttivi che si rifanno all'Industrial servendosi di mezzi tecnici e meccanici riproduttivi che mettano in evidenza la serialità e non l'unicità del prodotto. I modelli di questa tendenza hanno preso molto dai fumetti e dagli anime. Nel caso di Nara soprattutto torna in auge la sua infanzia riportando il fruitore nelle atmosfere degli anni Sessanta ove ritroviamo figure stilizzate con questi occhi enormi tipici dei disegni di quegli anni. Nara predilige figure dolci ed inquietanti allo stesso tempo in cui forse viene decantata l'ambiguità degli esseri umani e del loro modo di essere. Nel caso del volto di questa bambina ad esempio è evidente questa stranezza, questa sospensione, questo modo di renderla fumetto attraverso una serie di pose che vedono diverse espressioni e modi comportamentali lasciando il fruitore distante dal cogliere la concreta propensione di questo personaggio: non capiamo le sue intenzioni, il suo stato interiore che esprime delicatezza ed una forza misteriosa allo stesso tempo. In questo modo lo scarto emotivo amplia le possibilità di interpretazione e di curiosità. Forse la malvagità umana fusa all'innocenza infantile apre alla sottile polemica che l'artista compie nel proprio contesto sociale rinviando alle rigide convenzione che attualmente esistono in Giappone.

A questo dovremmo citare anche le influenze della musica punk rock che ha rappresentato un caposaldo della sua giovinezza ed è qui che prendono forma immagini di violenza, di ribellione e contestazione.

Da contraltare invece la sua predilezione per l'arte rinascimentale, per i graffiti e per le illustrazioni che si intersecano nel suo modo originale di concepire l'arte. Altro aspetto preponderante è l'educazione post-bellica ricevuta in una cultura che usciva dall'incubo del bombardamento statunitense sulle città giapponesi nel 1945 e dove proprio la poetica americana invadeva l'oriente. Ecco la predilezione per cartoni animati, fumetti e la Walt Disney che inondava il Giappone di modelli di crescita ed austerità.

Cosmic Girl Eyes Opened/ Eyes Closed (2008)

Serie di litografie offset

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